Auto d'epoca DS: riscopri la storica DS Pallas

Tra i modelli che hanno permesso nel corso dei decenni a DSdi assumere un ruolo prestigioso nella storia dell’automobile, c’è anche la DS Pallas, ovvero la versione di lusso della vettura che ha letteralmente segnato un’epoca. Dal suo debutto al Salone dell’Automobile di Parigi, nel 1955, alla sua uscita di produzione, avvenuta nel 1975, sono infatti trascorsi due decenni, nel corso dei quali proprio la DSassunse un ruolo estremamente prestigioso, all’altezza dell’assonanza del suo nome francese, déesse, con il termine “dea”. Per capirne l’importanza, basterà ricordare cheè stata giudicata la terza auto più influente in assoluto del XX° secolo. 

Design unico e innovazione: DS conquista tutti

La DS fu subito salutata con grande entusiasmo, tanto che già al termine della kermesse parigina ammontavano a 80.000 le prenotazioni collezionate, nonostante un prezzo di vendita abbastanza elevato per l’epoca. Il progetto originario risale al 1938 ma lo scoppio del conflitto mondiale aveva successivamente ritardato il processo di ideazione dell’auto.

Al termine della Seconda Guerra Mondiale, anche il settore progettazione che lavorava alla creazione di DS aveva ripreso a lavorare a pieno ritmo, tanto da portare alla completa rivoluzione del modello concepito sino a quel momento. In particolare, furono il tecnico André Lefèbvre e lo scultore e designer Flaminio Bertoni a creare una sagoma caratterizzata dalla forma appuntita, nella quale spiccava la mancanza della tipica griglia anteriore adottata praticamente da tutte le auto del periodo.

Le loro idee trovarono una calorosa accoglienza da parte di Pierre Boulanger, l’uomo cui anni prima era stato affidato il compito di salvare l’azienda dal dissesto finanziario. Nel 1950, però, Boulanger rimase vittima di un incidente stradale e lo sviluppo della DSpassò quindi a Robert Puiseux, sotto la cui supervisione fu creato il primo prototipo, che andava ad anticipare molte delle soluzioni stilistiche le quali avrebbero contrassegnato la versione definitiva. Il modello di prova fu curiosamente denominato con il termine “ippopotamo”, per le caratteristiche del suo cofano anteriore che andava ad aprirsi del tutto, imitando in pratica il modo di sbadigliare dell’animale. La parte anteriore era poi più larga rispetto a quella posteriore, una scelta dovuta al fatto di dover sostenere il peso degli organi meccanici in modo da poterli contenere. A destare la maggiore attenzione erano le sospensioni idropneumatiche, una soluzione tecnologica che permetteva alla DS di mantenere pressoché costante la sua altezza rispetto alla sede stradale. In tal modo diventava possibile un assorbimento delle buche stradali tale da oscurare quello evidenziato dalla concorrenza. Una caratteristica tecnica che avrebbe a lungo fatto la differenza con le auto delle altre marche per molto tempo. 

La DS rimase in produzione per due decenni con un successo straordinario, favorito anche dalla proposizione continua di nuovi modelli, a partire dalla versione ID, arrivata nel 1957 e concepita come una sorta di modello economico, in quanto se da un lato proponeva lo stile e la tecnologia che avevano fatto della DS un vero unicum, mancava però nelle finiture ricercate e negli interni in pelle che caratterizzavano le versioni di lusso. 

Un anno dopo arrivò invece la versione cabrio, opera del carrozziere Henry Chapron. Proprio questo modello è oggi il più ricercato, in quanto ne furono prodotti appena 1300 esemplari.

La DS Pallas: la versione di lusso entrata nel mito

Risale al 1964 l’arrivo sul mercato del modello DS Pallas, ovvero la versione di lusso della gamma lanciata nove anni prima.Il suo arrivo coincide con il periodo di maggior fulgore della casa automobilistica transalpina, in quanto ormai l’automobile stava approfittando del fatto che sempre più persone guardavano ad essa come un vero e proprio strumento di libertà, con un notevole incremento dei volumi di vendita. La versione Pallas della DS rappresenta il perfetto connubio tra innovazione e raffinatezza per quanto riguarda le auto dell’epoca. Gli interni presentavano sedili maggiormente imbottiti con nuovi rivestimenti ai pannelli a portiera e dettagli cromati. Il modello, dotato di fari alogeni supplementari, era disponibile in un unico colore grigio metallizzato con il tetto più scuro. Il fascino delle varie versioni, dalla DS 21 Pallasalla DS 23, oltre che ministri e dirigenti dell’epoca, ha conquistato anche il grande schermo con la pellicola “La dea del '67” della giovane regista Clara Law. Il protagonista, nel film, rimane stregato dalla DS Pallas che compare durante la visione del celebre noir “Frank Costello faccia d'angelo” con Alain Delon del 1967.